ladante ladante ladante
ladante

Da IO DONNA del 2 agosto 2008
Quello che gli uomini non dicono
LE FIGLIE DI TORTORA

di Aldo Cazzullo

[…] Un’altra storia d’amore tra padri e figlie riemerge dalle rievocazioni dell’arresto di Enzo Tortora, avvenuto 25 anni fa, e dal bel libro di Vittorio pezzuto Applausi e sputi, pubblicato nella collana di Sperling&Kufner “Le radici del presente” diretta da Luca Telese. Protagonista stavolta non è un padre, ma sono le figlie. Silvia e Gaia Tortora, così simili al padre nel tratto del viso come nel garbo con cui fanno il suo stesso mestiere, ne hanno saputo ricordare la memoria e il torto subito - aggravato dalla notizia dell’ennesimo omicidio perpetrato dal suo accusatore, nel frattempo tornato libero - con misura e insieme con un passione non sopita dal tempo. Basta ascoltarle, e leggere il libro di Pezzuto, per capire i motivi per cui Tortora fu abbandonato anche dai molti che lo applaudivano. Non era un uomo simpatico. Non era un conformista. Era uno spirito libero, indipendente dalla politica, estraneo ai gruppi di mutuo soccorso, ribelle ai potenti che non hanno mai smesso di controllare la Rai. Per quella sua libertà ha pagato un prezzo molto alto. Grazie alle figlie per la fedeltà mostrata al padre e per avercelo restituito, almeno nel ricordo, per come era.

ladante
ladante ladante ladante